X
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
 

Presentazione del prof. Raffaele Caldarelli

Questa è la pagina di presentazione di Raffaele Caldarelli. Le mie materie sono attualmente: Lingua e Letteratura Russa (laurea triennale) e Letteratura Russa (laurea biennale) nonché Filologia Slava per mutuazione. In passato ho insegnato anche altre amterie slavistiche.  Il mio settore scientifico-disciplinare (L-LIN/21), vale a dire, in termini meno tecnici, l'ambito in cui faccio ricerca e insegno è etichettato come "Slavistica", quindi, potenzialmente, si estende a tutte le culture slave. Campo vastissimo, se ci pensate; certo troppo vasto perché una persona sola possa approfondire tante realtà diverse! Uno sguardo panoramico sul mondo russo e più in generale sul mondo slavo, quello sì, è possibile e io cerco di proporlo a chi studia qui, dando poi qualche saggio di approfondimento, qualche idea dei metodi etc. Naturalmente ho esplorato più in dettaglio, in sede scientifica, alcuni argomenti; posso dire che la curiosità e la voglia di scoprire ci sono ancora, anche se spesso non si riesce ad esplorare tutto quello che si vorrebbe. In ogni caso, mi sembra opportuno dare un'idea generale di quello che ho fatto e scritto sin qui:

CURRICULUM VITAE ET STUDIORUM

 

Il sottoscritto Raffaele Caldarelli nel corso dei propri studi universitari si è dedicato prevalentemente alle lingue classiche e all’indoeuropeistica [Documentano gli interessi della prima parte del suo percorso scientifico cinque contributi relativi rispettivamente al latino (in numero di due), all’osco, al greco antico e all’italiano antico, apparsi tra il 1982 e il 1987, che non saranno inseriti nel successivo elenco delle pubblicazioni].

In seguito si è progressivamente orientato verso proble­matiche slavistiche incentrate intorno a tre punti focali: a) il protoslavo e le fasi più antiche della storia linguistica slava con riferimento al contesto indo­europeo; b) le più antiche traduzioni dal greco al paleoslavo; c) le interferenze slavo-romanze nell’area adriatica.

Dal 1983 al 1991 ha prestato servizio in qualità di ricercatore presso l’Istituto di Glottologia e Linguistica Generale dell’Università di Macerata. Dal 1991 al 2000 ha lavorato, sempre con la qualifica di ricercatore, presso il Dip.to di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno tenendo per affidamento l’insegnamento di Linguistica Slava (AA.AA. 1993-’94 e 1994-’95) e poi, a partire dall’AA.  1995-’96, quello di Filologia Slava. Dal 1 novembre 2000 è professore associato di Filologia Slava presso l’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo (Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne; attualmente in forza al DISUCOM). A partire dall’AA. 2001-’02 ha insegnato, per affidamento, prima Lingua e Letteratura Ceca e Slovacca, poi, con varie denominazioni, insegnamenti affini (attualmente insegna Lingua e Letteratura Ceca). Ha contribuito a vario titolo alla vita organizzativa della Facoltà e dell’Ateneo: fa parte del Consiglio del Centro Linguistico d’Ateneo; in passato ha fatto parte, per due cicli triennali di attività (anni solari 2003-2008) del Nucleo di Valutazione Interno.

Ha fatto parte del Collegio Docenti del Dottorato in Storia e Cultura del Viaggio  e dell’Odeporica (sede amm.va Viterbo). Attualmente fa parte del Collegio Docenti del Dottorato in Filologia, Linguistica e Letteratura (sede amm.va Roma La Sapienza)

            Tra i suoi interessi scientifici al momento occupa una posizione preminente lo studio di una delle più antiche raccolte agio­grafiche formatesi in area slavo-meridionale, l’Azbucno-Ierusalimskij Paterik, e delle sue fonti greche. Dopo aver pubblicato un’edizione del testo slavo in parallelo con quello greco, è ora impegnato nell’analisi linguistica dell’opera: sul lessico, in particolare, ha presentato un contributo al Congresso Internazionale degli Slavisti (agosto 2003) a Lubiana (cfr. Elenco delle pubblicazioni). Si sta inoltre occupando di fonologia protoslava e antico-slava, con particolare riguardo al problema della sillaba aperta. Si interessa anche dei rapporti slavo-iranici e di problemi relativi al sistema verbale protoslavo.

Negli ultimi anni, pur mantenendo i precedenti interessi storico-linguistici estesi anche alla posizione delle lingue slave nel contesto indoeuropeo, ha visto i propri interessi ampliarsi, anche in connessione con le esigenze della didattica e gli stimoli che da questa gli giungevano, verso una considerazione della problematica linguistica più legata alla vita della società e alla produzione letteraria, estendendo la propria indagine alla cosiddetta questione della lingua, specialmente tra gli Slavi occidentali (cfr. Elenco delle pubblicazioni). La sua ricerca si estende anche a problemi di grafica slava, sempre con particolare riguardo alle lingue slavo-occidentali.

Ha soggiornato a più riprese per motivi di studio in diversi paesi slavi.

Collabora con le riviste “Europa Orientalis” e “Ricerche Slavistiche”. Alla vita scientifica ed organizzativa di “Europa Orientalis” ha anche contribuito e contribuisce in qualità di membro della redazione. Cura la collana di miscellanee slavistiche “Slavica Viterbiensia”, della quale sono finora apparsi due numeri (il terzo è in corso di stampa).

Dal 1987 fa parte dell’Associazione Italiana degli Slavisti. Dal 1998 anche del Circolo Slavistico Romano e dal 2002 dell’Associazione Italiana di Studi Ucraini.

 

RAFFAELE CALDARELLI

 

Elenco delle pubblicazioni

 

Articoli e libri:

1)Voci d’origine croata nel lessico dei dialetti abruzzesi e molisani, in Etimologia e lessico dialettale, in: Atti del XII Convegno per gli Studi Dialettali Italiani (Macerata, 10-13 aprile 1979), Pisa, Pacini 1981, pp. 365-377.

2)Annotazioni sulle influenze greche nella sintassi paleoslava: la relativa, “Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Macerata”, 13 (1980), pp. 253-259.

3)A proposito di alcune voci gergali e dialettali dell’area italiana per "taci!" e simili, in:  Romania et Slavia Adriatica-Festschrift  für Zarko Muljacic, Hamburg, Buske 1987, pp. 193-201.

4)Ancora sull’origine slava di alcune voci dell’area italiana per “taci!”, “Europa Orientalis” 10 (1991), pp. 443-454.

5)Il Paterik alfabetico-anonimo in traduzione antico-slava, I, Parte alfabetica - Edizione del testo slavo e dell’originale greco, Roma 1996.

 

6) Kilka uwag o slownictwie Pateryka Alfabetycznego [Some Remarks on the Vocabulary of OCS Alphabetic Paterík – Osservazioni sul lessico del Paterík Alfabetico], in: Contributi italiani al XIII Congresso Internazionale degli Slavisti, a c. di A. Alberti, M. Garzaniti, S. Garzonio, Pisa, Associazione Italiana degli Slavisti, 2003, pp. 59-84.

7) Il mistero del birbante: una questioncella mickiewicziana, in: Slavica Viterbiensia I, a cura di R. Caldarelli e O. Discacciati, Viterbo, Sette Città, 2003, pp. 51-57.

 8) I prestiti greci nel Paterik Alfabetico antico-slavo, ibidem, pp. 59-86.

9) Latino e polacco nei secc. XV-XVI: osservazioni e problemi, in: La cultura latina (latino, italiano, francese) nell’Europa centro-orientale, a cura di G. Platania, Viterbo, Sette Città, 2004, pp. 35-49.

10) Considerazioni sulla pseudo-paratassi in slavo antico, in: Esercizi di lettura. Scritti in onore di Mirella Billi, a cura di B. Bini, Viterbo, Sette Città, 2005, pp. 235-243.

11) Intellettuali cechi nell’Italia degli anni Venti: l’emozione e la ragione, in: Da est a ovest, da ovest ad est. Viaggiatori per le strade del mondo, Giornate internazionali di studio: Capodimonte, 2-4 giugno 2005, a cura di G. Platania, Viterbo, Sette Città, 2006, pp. 373-388 («CESPoM» 11).

12) Tradizione e ideologia: storia e letteratura secondo il regime nella Cecoslovacchia del dopoguerra, in: L’ombra della Russia sull’Europa centro-orientale. Storia, letteratura e altre cose, Atti del colloquio internazionale: San Martino al Cimino, 14-17 giugno 2006, a cura di G. Platania, Viterbo, Sette Città, 2007 («CESPOM» 13).

13) Polacco parafia, in: Slavica et alia. Per A. M. Raffo, a cura di A. Ceccherelli, C. Diddi, D. Gheno, Firenze, Editrice La Giuntina, 2007.

14) Sillaba aperta. Spigolature in margine ad un vecchio problema, “Studi Slavistici” 5 (2008), pp. 191-201. ISSN: 1824-761X. Cod. riv. Cineca: E 195117. N.b.: della rivista esiste anche una vers. OL, ISSN: 1824-7601.

15) Quantità, timbro e ridondanza: osservazioni sul sistema vocalico slavo comune, “Europa Orientalis” 27 (2008), pp. 7-23. ISSN: 0392-4580.

16) Slavo, romanzo, germanico. A proposito di alcune somiglianze e differenze nello sviluppo fonologico, “Studi Slavistici” 6 (2009), pp. 141-152. ISSN: 1824-761X. Cod. riv. Cineca: E 195117. N.b.: della rivista esiste anche una vers. OL, ISSN: 1824-7601.

17) Jezyki, alfabety, tozsamosc: rozwazania o chrystianizacji Slowian, „Fundamenta Europaea” [Poznan - Human], 5 (2010), fasc. 8-9, s. 9-17. ISSN: 1730-9824.

18) Tajemnica rozbójnika: drobiazg mickiewiczowski, “Wiek XIX. Rocznik Towarzystwa Literackiego imienia Adama Mickiewicza” 3 (= 45) (2010), s. 151-157 (vers. polacca del n. 7).

 

 

Recensioni e note di lettura:

1)Berlinski Sbornik, a c. di H. Miklas, [Codices Selecti, 79], Graz, Akademische Druck- u. Verlagsanstalt 1988; in “Ricerche Slavistiche” 36 (1989), pp. 353-358.

2) J. Mindak, Jezykowa kategoria zywotnosci w polszczyznie i slowianszczyznie na tle innych jezyków swiata. Proba ujecia typologicznego, [Prace slawistyczne, 80], Wroclaw-Warszawa-Kraków, Wyd. PAN Ossolineum 1990; in “Ricerche Slavistiche” 37 (1990), pp. 554-559.

3) H. Trunte, Slovenskyj jezyk. Ein praktisches Lehrbuch des Kirchenslavischen in 30 Lektionen - Zugleich eine Einführung in die slavische Philologie, I: Altkirchenslavisch, [Slavistische Beiträge 264], München, Otto Sagner 1990; in “Europa Orientalis” 10 (1991), pp. 455-459.

4) R. Marti, Probleme europäischer Kleinsprachen. Sorbisch und Bündner­romanisch, [Vorträge und Abhandlungen zur Slavistik, 18], München, Otto Sagner 1990;  in “Ricerche Slavistiche” 38 (1991), pp. 338-342.

5) Hungaro-Slavica 1988, a c. di P. Király e A. Hollós, Budapest, Akadémiai Kiadó 1988; ibid., pp. 343-348.

6) J. Duma, Rozwoj sonantow zgloskotworczych w gwarach poludniowo-wschodniej slowianszczyzny. [Prace slawystyczne, 83], Wroclaw-Warszawa-Kraków, Wyd. PAN Ossolineum 1990; in “Europa Orientalis” 11 (1992), fasc. 2, pp. 429-436.

7) F. Fici Giusti, L. Gebert, S. Signorini, La lingua russa. Storia, struttura, tipologia, [Studi Superiori N.I.S., 110], Roma, La Nuova Italia Scientifica 1991; in  “Ricerche Slavistiche” 39-40 (1992-1993), fasc. 2, pp. 283-290.

8) Christoph Koch, Das morphologische System des altkirchenslavischen Verbums. I: Text - II: Anmerkungen, [Münchner Universitäts-Schriften, Reihe der Philosophischen Fakultät, Bd. 22/I-II], München, W. Fink 1990; in “Europa Orientalis” 13 (1994), fasc. 1, pp. 343-356.

9) Ch. Barone, La parlata croata di Acquaviva Collecroce. Studio fonetico e fonologico. Firenze, Leo S. Olschki ed., 1995 [Accademia Toscana di Scienze e Lettere La Colombaria, Studi 146]; in “Europa Orientalis” 15 (1996), fasc. 2, pp. 394-397.

10) Claudia LASORSA SIEDINA - Valentina BENIGNI, Il russo in movimento. Un'indagine sociolinguistica. Roma, Bulzoni, 2002 [Linguistica applicata e glottodidattica (nuova serie), 41]; in “Europa Orientalis” 23 (2004), fasc. 1.

11) Alessandro Marija Bruni, Theólogos. Drevneslavjanskie kodeksy Slov Gregorija Nazianzina i ich vizantijskie prototipy, [frontespizio anche in italiano: Alessandro Maria Bruni, Theólogos. I codici slavi antichi delle Orazioni di Gregorio di Nazianzo ed i loro prototipi bizantini],  RAN – Institut Vseobšcej Istorii (Rossija i Christijanskij Vostok. Biblioteka, vyp. 6), Moskva – Sankt-Peterburg 2004, 255 pp.; in: “Russica Romana” 12 (2005), pp. 153-156.

12) Nota sull’ Etymologický slovník jazyka staroslovenského, Praha, Academia (Nakladatelství Akademie Ved Ceské Republiky [per i fasc. 1-3: Nakladatelství Ceskoslovenské Akademie Ved]), 1989-:

A proposito del dizionario etimologico del paleoslavo, in “Europa Orientalis” 23 (2004), fasc. 2, pp. 353-358.

 

 

Copyright Università degli studi della Tuscia - Viterbo